I “nostri” giovani, futuro del Rotary

Alessandro Marini, ingegnere, socio del R.C. Brescia (Distretto 2050).

Premessa
L’obiettivo di questo breve intervento è quello di illustrare l’importanza del coinvolgimento dei giovani nei valori del Rotary, anche attraverso l’ideazione di strumenti di coinvolgimento che rispettino il complesso percorso di inserimento nella società tipico dei tempi difficili che stiamo vivendo.
Si discuterà in particolare di uno strumento, i Gruppi Rotariani Comunitari, che potrebbe rivelarsi efficace nel garantire il mantenimento nella famiglia rotariana di tanti giovani di valore che, per svariati motivi in un periodo complesso della vita come quello dei 30 anni, non possono continuare a dedicarsi in modo intenso alla vita rotariana.
Rotary e giovani adulti
Il Rotary è l’organizzazione che ha fatto del coinvolgimento giovanile uno dei cardini della propria azione a livello globale. Tanta parte delle attività del Rotary sono dedicate in modo particolare al supporto delle giovani generazioni attraverso la distribuzione di borse di studio ed i programmi giovanili, che costituiscono il fulcro della diffusione dei valori rotariani.
Anche il progetto Polio Plus, la cui portata globale contraddistingue il Rotary e lo differenzia da tutte le altre organizzazione di servizio, è un programma che si focalizza in modo esclusivo sulla salute dei bambini per favorire lo sviluppo sociale delle nazioni.
Rotaract, Interact, RYLA, RYE sono i programmi sui quali i rotariani investono ogni anno enormi energie per coinvolgere le giovani generazioni all’interno dei valori del Rotary e soprattutto per fornire opportunità di sviluppo ai giovani affinchè comprendano l’importanza dell’amicizia tra i popoli, della comprensione internazionale e soprattutto dello sviluppo della leadership personale per metterla al servizio degli altri.
L’Italia è leader nei programmi giovanili, in particolare nel Rotaract, che è il programma che ha, nella nostra nazione, uno dei maggiori livelli di penetrazione nella popolazione giovanile a livello mondiale.
Purtroppo in Italia siamo sempre stati deboli nel coinvolgimento all’interno del Rotary dei giovani oltre i 30 anni, per i quali cessa la possibilità di accedere e partecipare ai programmi giovanili rotariani.

Da anni l’argomento del coinvolgimento dei giovani trentenni all’interno dei Rotary club è oggetto di vivaci discussioni, spesso centrate sulla opportunità di coinvolgere, in una organizzazione che fa dell’eccellenza professionale il segno distintivo dell’appartenenza, giovani che devono ancora dimostrare le proprie capacità professionali e spesso sono ancora alla ricerca di un impiego stabile a causa dei tempi difficili che stiamo vivendo.

Fig1Tutte le considerazioni che sono emerse dal dibattito hanno profonde ragioni, radicate nella tradizione di ciascun club che ha affrontato secondo la propria cultura le modalità di cooptazione dei giovani nel proprio effettivo.

Appare però importante, in questa discussione, affrontare l’argomento anche da una differente angolazione: sono i giovani trentenni che spesso non desiderano entrare a far parte di un Rotary club; essi attraversano un difficile periodo della propria vita nel quale si vogliono dedicare allo sviluppo della carriera, alla costruzione di una famiglia, alla raccolta di esperienze professionali in giro per il mondo per rafforzare proprio quelle competenze personali e quella leadership sul quale il Rotary ha così tanto investito negli anni precedenti.

Se ci pensiamo bene, tutto questo è il frutto dell’ottimo lavoro che i rotariani hanno fatto a favore dei giovani e questa voglia di scoprire di più e di costruire il proprio futuro con passione e dedizione è il segno di un lavoro di successo.

Inoltre, soprattutto tra i Rotaractiani, abbiamo un livello di adesione ai valori del Rotary che raramente si incontra tra i rotariani: essi hanno seguito un “scuola” di formazione nella quale si sono addestrati a servire attraverso l’amicizia e a raggiungere livelli di conoscenza dei meccanismi della nostra organizzazione normalmente sconosciuta alla maggioranza dei rotariani.
Dobbiamo quindi domandarci come possiamo mantenere questi giovani su cui abbiamo tanto positivamente investito per non disperdere i talenti e soprattutto per fare in modo che, un domani, essi continuino ad essere la linfa dei nostri club, alimentando una tradizione in continuo rinnovamento nella quale li abbiamo cresciuti.

Fig2Conservazione ed incremento dell’effettivo

Un altro tema di vivace discussione tra i rotariani è quello legato alla conservazione ed all’incremento dell’effettivo. Anche in questo caso il nocciolo della questione è la capacità dei club di attrarre e conservare al loro interno persone che, avendo raggiunto obiettivi importanti nella loro attività, possano impegnarsi nelle attività di servizio dei club.
Purtroppo i risultati fino ad oggi ottenuti si sono rivelati solo parzialmente soddisfacenti.
Spesso il “candidato ideale” per un club vede la propria cooptazione come un riconoscimento pubblico del proprio successo professionale, è spesso focalizzato sullo status rappresentato dall’appartenenza ad un Rotary club all’interno della comunità territoriale ed “ignora” l’impegno al servizio che sarebbe richiesto ad ogni buon rotariano. Accade spesso che l’innesto di questi nuovi soci sia improduttivo o addirittura si trasformi in un abbandono del club dopo pochi anni.
Altri possibili candidati, animati da grande spirito di servizio e sicuramente motivati dal punto di vista dell’impegno e del servizio alla comunità, mantengono perplessità rispetto all’ambiente rotariano, spesso radicalmente diverso da quello da cui provengono o hanno, anche a causa della giovane età, ragioni economiche che suggeriscono prudenza rispetto all’ingresso nel mondo rotariano.
Uno strumento spesso utilizzato per sostenere la crescita dell’effettivo a livello distrettuale è quello della fondazione di nuovi club. Anche questa è spesso un’arma a doppio taglio perché nel lungo periodo si finisce per insistere con più club sullo stesso bacino di potenziali soci con il risultato di favorire comunque l’adesione ai club di più antica tradizione all’interno del territorio.

Fig3Appare quindi ancora più importante sostenere la conservazione e l’incremento dell’effettivo per vie interne, sfruttando proprio quel bacino di giovani rotaractiani, ryliani e borsisti che sono passati per il Rotary in un certo periodo della loro vita ma che abbiamo perso di vista con il tempo.

Gruppi Rotariani Comunitari: uno strumento per il futuro del Rotary

I Gruppi Rotariani Comunitari (in inglese Rotary Community Corps o RCC) sono strutture formate da non rotariani ma patrocinate da uno o più Rotary Club con l’obiettivo di operare nell’ambito della comunità territoriale su progetti in collaborazione con i Rotary Club sponsor o anche in autonomia. L’aspetto interessante è che i membri, pur non essendo rotariani a tutti gli effetti, aderiscono di fatto a tutti i valori del Rotary e sono conosciuti e censiti dal Rotary International che riconosce il Gruppo Rotariano Comunitario attraverso il rilascio di una carta costitutiva.
I Gruppi Rotariani Comunitari hanno una loro organizzazione autonoma regolata da uno statuto molto semplificato che richiede un numero limitato di incontri annuali, prevede quote associative estremamente basse, una totale autonomia nell’organizzazione dei calendari di incontri e nella organizzazione della vita associativa. Essi possono emettere regolamenti interni che regolano le modalità di elezione del direttivo, le modalità di partecipazione agli incontri periodici, le modalità di partecipazione alle conviviali dei Rotary padrini e alle iniziative da essi organizzate.
I Gruppi Rotariani Comunitari possono partecipare alle attività dei Rotary Club o proporle ai Rotary padrini con l’obiettivo di operare a favore della comunità territoriale.
Queste strutture si presentano come una straordinaria opportunità per tenere collegati al mondo rotariano i giovani che hanno partecipato alle iniziative del Rotary (Rotaract in particolare, ma anche RYLA, borse di studio, RYE e iniziative simili) per continuare un percorso iniziato senza un impegno che può essere difficile da affrontare per i trentenni che stanno consolidando la propria posizione personale e sociale.

Questi gruppi di persone che sono regolarmente invitate a partecipare alla vita dei Rotary padrini possono diventare un eccezionale bacino di reclutamento per i club che hanno la possibilità di inserire nel proprio organico persone motivate, preparate e integrate nei valori rotariani, con un curriculum di servizio sicuramente importante. In casi di particolare successo questi gruppi possono trasformarsi in nuovi Rotary Club, che nascono però dai valori fondamentali del Rotary, cementati da una amicizia solida e da un esperienza pluriennale nel servire.

Grazie all’indirizzo ed al supporto del Governatore Anna Spalla, nel corso del 2014 è stato fondato il primo Gruppo Rotariano Comunitario formato interamente da ex rotaractiani. Esso è supportato da quattro Rotary Club, che vedono in questa iniziativa un modo per continuare a lavorare bene con i giovani e mantenere soprattutto il contatto con loro.
Speriamo che questo nuovo gruppo possa portare un contributo importante al territorio e costituire un bacino importante di coinvolgimento nel servizio rotariano.

Ci auguriamo che queste iniziative a favore del coinvolgimento dei nostri giovani possano essere utili ad uno sviluppo del Rotary, affiancate a tante altre dedicate all’allargamento della famiglia rotariana nel segno degli ideali universali che ci uniscono.

E’ importante anche la sensibilizzazione di tutti i rotariani sul tema del coinvolgimento dei giovani per il futuro del Rotary.
L’innovazione ed il progresso nascono dalla freschezza, dall’energia, dall’entusiasmo giovanile. Dedicarsi ai giovani è il vero senso della vita: dare tutti noi stessi per fare in modo che loro possano presto superarci e prendere il nostro posto per il progresso del mondo. I più vecchi e saggi sappiano mantenere il ruolo discreto di indirizzo e consiglio.

 

 

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