Let’s Free the Sea

Tra i nemici più grandi del nostro Pianeta Blu vi sono la plastica e le tonnellate di rifiuti che vengono ogni giorno scaricate nell’oceano. Bottiglie, imballaggi, reti da pesca, sacchetti e molti altri oggetti soffocano i fondali e la loro flora e sono tra le principali cause di morte per soffocamento di pesci, tartarughe, delfini, uccelli marini poiché scambiati per cibo con altresì devastanti conseguenze sulla salute umana. Con il tempo, infatti, la plastica si sbriciola ed è destinata ad essere ingerita dal plancton e, scalando via via gli anelli della catena alimentare, da quegli stessi pesci, crostacei e molluschi che arrivano poi sulle nostre tavole.

I rifiuti sono altresì un rischio per la biodiversità marina e le Aree Marine Protette svolgono un ruolo fondamentale essendo uno strumento essenziale per il recupero, la protezione e l’aumento della biodiversità, produttività e resilienza degli oceani.

Let’s Free the Sea nasce dalla necessità, sempre più impellente, di curare il Cuore Blu del nostro Pianeta. Il sogno sta per diventare realtà in Sicilia e, più precisamente, nelle due Aree Marine Protette di Milazzo e Siracusa.

Nei fondali delle suddette aree, di particolare pregio e bellezza, si trovano purtroppo reti da pesca e altri rifiuti che sono causa delle problematiche esposte sopra.

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Let’s Free the Sea è un progetto che si articola in diverse fasi:

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Sensibilizzazione ed educazione: sono previsti degli interventi di Rotariani affiancati dalla Capitaneria di Porto e dalla Guardia Costiera presso le scuole di Milazzo e Siracusa al fine di far conoscere ai bambini la problematica e prepararli alle giornate di pulizia. Verrà a tal fine predisposto del materiale fotografico e video al fine di rendere il più interattivo possibile l’intervento. Il suddetto materiale viene predisposto dall’Istituto di Ricerca Scientifico Tethys, prestigiosa Istituzione di fama internazionale che darà in questo modo la possibilità di portare alle scuole e alla comunità locale dettagliate informazioni di elevato valore scientifico.

Ad oggi, si è già tenuto un primo incontro a Milazzo, lo scorso 13 dicembre 2019, con 350 bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado, al quale hanno partecipato il Presidente del nostro eClub insieme al Presidente del RC Milazzo ed altri Soci.

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Operazione di pulizia dei fondali: nella primavera del 2020, in due date ancora da definirsi, la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera, con il suo nucleo subacqueo, procederanno al recupero delle reti da pesca e degli altri rifiuti e li porteranno nel luogo dove si terranno gli eventi al fine di poterli mostrare alle scuole, che verranno invitate.

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Smaltimento Rifiuti: le reti da pesca, in quanto rifiuti speciali, verranno smaltiti secondo la normativa e le procedure di legge. Si sta altresì valutando l’intervento di un artista svizzero che potrebbe creare delle opere d’arte con le reti da pesca recuperate.

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Comunicazione e sensibilizzazione: in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Scientifico Tethys è stata disegnata una campagna stampa a livello regionale e nazionale al fine di far conoscere il progetto Rotariano Let’s Free the Sea e l’importante e fondamentale ruolo del Rotary nella tutela e nella salvaguardia del nostro Pianeta e quindi degli esseri umani, degli animali e delle piante.

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Let’s Free the Sea è un progetto attuale che risponde a necessità impellenti della società di oggi, avvalendosi della collaborazione dell’Istituto di Ricerca Scientifico Tethys, realtà conosciuta e rispettata in tutto il mondo che da oltre trent’anni si occupa dello studio e della conservazione dell’ambiente marino.

Se da una parte il suo obiettivo è quello di fare qualcosa di concreto per aiutare il Polmone Blu del nostro meraviglioso Pianeta, dall’altro, idea e focus centrale del progetto è l’educazione, la sensibilizzazione e comunicazione di una problematica che, ormai, non si può più ignorare.

L’operazione di Milazzo e di Siracusa rappresenta la pietra miliare di Let’s Free the Sea.

Sin dall’inizio il sogno è stato quello di espanderlo in tutto il Mediterraneo e la Sicilia sarà un esempio da portare e da imitare.